E.V.A.: i risultati di fine progetto 

Sara Mignogna / Save the Children

Il Progetto Anti-Tratta Europeo E.V.A. (Early identification and protection of Victims of trafficking in border Areas) è stato implementato a Ventimiglia e nei luoghi di frontiera di Francia e Spagna. 

L’obiettivo del progetto E.V.A. è garantire l'identificazione precoce e l'accesso alla protezione a minori, ragazze e giovani donne, con o senza figli, vittime o potenziali vittime di tratta o a rischio di re-trafficking, in transito nelle aree di frontiera tra Italia e Francia (Ventimiglia), Francia e Spagna (Irun) e nelle città francesi di Parigi e Nîmes.

Nella nostra sede a Roma si è svolto oggi l’evento conclusivo per illustrare i risultati e i dati del progetto, finalizzato a rafforzare la collaborazione transnazionale per l’identificazione precoce e l’accesso alla protezione delle vittime di tratta nei tre Paesi. L’evento ha visto la partecipazione di attori istituzionali e non impegnati nella lotta alla tratta e allo sfruttamento in Europa e in Italia, tra cui il Numero Verde Nazionale Anti-tratta, Save the Children Spagna, Save the Children Costa d'Avorio e gli altri Partner di progetto.

Per maggiori informazioni sul progetto E.V.A. vai alla pagina web dedicata.

Progetto Anti-Tratta Europeo E.V.A.: i risultati

La tratta degli esseri umani è un fenomeno complesso e in evoluzione. Per affrontarlo in modo efficace è necessario un approccio multidisciplinare basato sulla collaborazione tra diversi attori. Attraverso il Progetto E.V.A. dal 2023 sono state assistite in Francia, Italia e Spagna, 236 persone migranti a rischio di tratta e sfruttamento, di cui 86 al confine italiano di Ventimiglia. 

Invece, i colloqui di approfondimento per l’accesso a programmi di protezione effettuati sono stati 156, nei tre Paesi, di cui 61 solo in Italia, dove è stato anche creato, per la durata dell’intervento, un alloggio sicuro per donne sole e madri vittime di tratta e i loro figli.

Il progetto E.V.A. ha permesso di realizzare uno strumento di raccolta dati che ha consentito di monitorare il fenomeno nei tre Paesi e di sviluppare una metodologia child-friendly per l'intervento anti-tratta e sfruttamento nelle aree di frontiera. Ha consentito di rafforzare la collaborazione transnazionale per l'identificazione precoce e la protezione delle vittime o potenziali tali e ha permesso di offrire concrete opportunità di accoglienza alle donne vittime di tratta e ai loro figli, grazie al lavoro di rete realizzato in Spagna e Francia e alla creazione in Italia di un Emergency Shelter attivato sul territorio.

Nonostante la significativa diminuzione dei migranti in transito sul territorio di Ventimiglia nel 2024, 416 persone hanno ricevuto uno screening preliminare, di cui 86 sono state pre-identificate come vittime di tratta e 61 messe in protezione, soprattutto di nazionalità nigeriana, ivoriana, eritrea e guineana.

Progetto E.V.A.: una collaborazione transnazionale

Il progetto E.V.A. di cui siamo capofila, è stato avviato nell’aprile 2023 coinvolgendo 7 partner, di cui sei organizzazioni e un'istituzione pubblica, con lo scopo di rafforzare la collaborazione transnazionale per l’identificazione precoce e l’accesso alla protezione delle vittime di tratta nei tre Paesi. Tra i partner del progetto in Italia ci sono il Numero Verde Nazionale antitratta (Regione Veneto) e il Consorzio Agorà Network, Save the Children Spain, in Francia MIST, un collettivo di donne vittime della tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale con sede a Parigi ma attivo in tutto il Paese, France Terre D’Asile (FTDA), un'organizzazione dedicata al mantenimento e allo sviluppo del sistema di asilo in Francia e ARAP RUBIS , un'organizzazione senza scopo di lucro per sostenere le prostitute e le vittime della tratta.

Il progetto ha consentito di raggiungere risultati rilevanti, grazie alle attività implementate dai diversi partner, che vanno dalla mappatura di servizi, all’identificazione precoce delle vittime, compresi i minori non accompagnati che sono stati indirizzati ai servizi sociali pubblici locali. È  stata senz’altro rilevante, inoltre, per la durata del progetto, la creazione di un alloggio protetto per donne sole e madri con figli, come rifugio temporaneo in un luogo sicuro, in risposta a una carenza di posti dedicati d’emergenza” ha dichiarato Pia Cantini, Responsabile dell’Area Protezione di Save the Children Italia.
 

Per approfondire, leggi il comunicato stampa

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